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counseling motivazionale e nutrizione sulla Rivista Italiana di Counseling

In questi giorni è uscito il nuovo numero della Rivista Italiana di Counseling che ospita il nostro contributo “Counseling Motivazionale: un aiuto a coltivare il senso della propria nutrizione”. L’abstract. Nutrirsi significa garantire le condizioni per cui possa continuare giorno dopo giorno l’evoluzione, la crescita personale, significa individuare uno spazio e un tempo da dedicare a sé, in cui tutto questo possa avvenire. Mangiare troppo e male vuol dire avere un cattivo rapporto con il cibo, collegato a bisogni profondi e non sempre consapevoli. Questo rapporto copre aspettative, passioni non soddisfatte altrimenti e dona una complessa compensazione. Complessa al punto che la persona perde e sacrifica in questo rapporto parti essenziali della sua vita e delle sue possibilità di benessere. L’uso del cibo come medium emozionale di valorizzazione Nel lavoro proposto si mette a fuoco uno dei più importanti tratti comuni al disarmonico comportamento alimentare: l’uso del cibo come medium emozionale di valorizzazione, dove esso rappresenta, cioè, il mezzo di più facile accesso riconosciuto dallapersona per rifuggire sensazioni di vuoto-dolore o per accedere a stati emozionali che rimandino consistenza e piacere. Il cambiamento come crescita emozionale e culturale (personale, sociale e antropologica). Attraverso l’accoglienza, l’ascolto profondo, l’empatia, la relazione, la persona può far emergere una comprensione-accettazione-differenziazione-ecologia di sé. La comprensione del proprio rapporto col cibo. La relazione viene qui intesa da un punto di vista olistico. Dove la persona e il cibo sono legati da una  finalità di nutrimento e di rinnovamento. Di nutrimento globale. Del corpo, del cuore, dell’anima e della mente. L’immagine è quella di un puzzle che può costituirsi e rendersi significativo solo nell’insieme delle mattonelle armonicamente collegate. Come dire: non di solo pane si nutre l’uomo. Nutrire il proprio gusto interiore alimenta una sincera autostima e, quindi, rende indesiderabile l’abuso di cibo (o di quant’altro).  Sviluppare e mantenere un senso interiore di sé, di benessere, di integrità e persino un collegamento con qualcosa di profondo in noi, crea   sostegno nelle difficoltà  così come nei periodi felici perché ci fa sentire persone dotate di senso e di valore, di un prima e di un dopo, seppur ben focalizzati nel qui e ora.

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Il Counseling Motivazionale Integrato® e l’ascolto profondo: accogliere la persona nella sua interezza.

Il Counseling Motivazionale Integrato®

e l’ascolto profondo

Uno stile di counseling per accogliere la persona nella sua interezza,
accrescere le possibilità di cambiare,
affrontare i disagi, orientarsi al benessere.

La scoperta dei neuroni specchio e l’elaborazione delle mappe neurofisiologiche  (Rizzolatti, Gallese, Iacoboni, Liss, Edelman, Nobel per la medicina, Laborit, Siegel) confermano la pratica clinica del Counseling Motivazionale e inoltre ci portano a sviluppare ulteriormente strumenti e stili di lavoro orientati alla comprensione della persona nella sua interezza (intelligenza complessiva, integrata) in tutte le sue Funzioni: cognitive, emotive, motorie, posturali e fisiologiche. Questa integrazione si rivela particolarmente utile nella Relazione d’aiuto, per migliorare l’ascolto, la comprensione, la relazione, la motivazione, il cambiamento. Lo stile empatico e l’ascolto riflessivo hanno la possibilità di favorire l’insight, che è un’ottima fonte di elaborazione e di cambiamento. I comportamenti problematici e le criticità emotive resistono alle conoscenze razionali. Il sapere non basta per cambiare. Il cambiamento viene elicitato da tutti i livelli dell’esperienza: la parola, la ragione, le sensazioni, le emozioni e il corpo. Le parole chiave hanno risonanza interiore e mettono in contatto con le emozioni. Le emozioni sono esperienze psicofisiche: sono fatte cioè di rappresentazioni mentali, di sensazioni, di attivazioni biocorporee, in sostanza le emozioni sono radicate nel nostro corpo. Il counseling, in tal senso, si muove fin da subito sull’onda dell’ascolto profondo, secondo lo stile del colloquio motivazionale. E non solo. Mettendo in pratica, secondo le ricerche di Iacoboni, di Laborit e di Liss, la riflessività e l’empatia corporea,  l’accoglienza e il rispetto della prossemica emotiva della persona, possiamo, tramite domande sonda e riflessività, rintracciare le connessioni e i luoghi in cui le parole e le emozioni prendono corpo, si affacciano timidamente o urlano di uscire dall’inibizione e richiedono di essere accolte profondamente. Una strada che ha a disposizione il counselor motivazionale è combinare l’ascolto riflessivo e l’ascolto profondo per cogliere non solo i contenuti della narrazione, ma il complesso della persona, con l’attenzione volta a identificare dove nel corpo e quindi nel comportamento espressivo si colgono settori di energia o di inibizione. Ricordando che il compito del counselor è quello di assistere la persona nella ricerca del suo vero Sé e poi di aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel Sé e potrà farlo accompagnandolo nell’identificazione e nell’espressione delle sue emozioni.

L’Accoglienza Empatica nel percorso di Counse-ling Motivazionale.

L’accoglienza empatica come momento essenziale del percorso di Counseling Motivazionale.

Il punto centrale è che due persone hanno bisogno di vivere una certa “sincronizzazione” (“attunement,” corrispondenza) psico-corporea a livello di ritmo ed intensità. Senza questa “sincronizzazione”, ad esempio, un bambino può diventare sia remissivo (predominanza parasimpatico), sia aggressivo (predominanza simpatico).   Questo bambino può avere difficoltà nel creare rapporti positivi con altri bambini perché manca questo “rispecchiamento spontaneo” dei gesti, delle sensazioni, che gli ostacola la comprensione dei sentimenti.  Il cliente nella relazione di aiuto ha lo stesso bisogno: un’accoglienza empatica per stabilire un rapporto di fiducia e per incoraggiare un’espressione libera delle emozioni. L’empatia rappresenta una capacità innata che è però influenzata dall’apprendimento. Il counselor che sta in risonanza psico-fisica con il suo cliente sta favorendo la rinascita di questa competenza. Quindi, le capacità relazionali, affettive e sociali si stanno rinforzando.